Articoli

Il Ritorno dell’Investimento nel Social Media Marketing

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dell’essenziale processo di come creare i contenuti insieme ai clienti a seguito dell’essenziale processo di Ascolto e Co-creazione nel Social Media Marketing. In questo ultimo articolo di questa Collana sul Social Media Marketing invece parleremo del ROI (Rerurn of Investment) o Ritorno dell’investimento che rappresenta l’ultimo aspetto fondamentale e si ricollega direttamente con l’inizio di questo percorso e cioè Gli obbiettivi commerciali e strategici dell’azienda.

Il ROI

Infatti la valutazione del ROI è fondamentale per l’azienda o il professionista e parte esattamente dagli obbiettivi che si vogliono raggiungere e che guidano la strategia commerciale.

Visto che le conversazioni sulle piattaforme social avvengono al di fuori del controllo o la supervisione dell’azienda, gli esiti come,  il cambiamento del comportamento o della percezione del Brand da parte del consumatore, può essere difficile da misurare.

In ogni caso, misurare l’impatto dello sforzo aziendale sui Social Media e in generale nel web è importante per due ragioni:

  • Primo, una valutazione del ROI ci permette di dimostrare se, come e quanto l’investimento su web e Social Media porta valore all’azienda
  • Secondo, capire il ROI ci aiuta a capire come ottimizzare al meglio le risorse investite

Questa è la formula per calcolare il Ritorno dell’Investimento sul Web e Social Media Marketing:

Qui abbiamo un ipotesi di ROI del 50% dove al nominatore abbiamo l’importo ottenuto che è di €150 meno l’importo investito che è di €100; al denominatore abbiamo dinuovo l’importo investito. In questo modo possiamo vedere che per €100 investiti in social media sono ritornati €150, così da ottenere €50 dall’investimento, cioè il 50% in più di ciò che abbiamo investito.

Per poter usare questa formula, dobbiamo stabilire un valore monetario a ciascuna di queste misurazioni. Inoltre abbiamo bisogno di due informazioni.

  • Primo, cosa intendiamo per ritorno? Cioè dobbiamo attribuire un valore economico al beneficio ottenuto dalla nostra strategia web e Social.
  • Secondo, quali sono i costi legati all’investimento?

Non è detto che il nostro obbiettivo primario sia subito far acquistare il consumatore ma potremmo volere  motivare la persona a muoversi verso un particolare stage nel funnel del processo di acquisto.

Allora dove sta la difficoltà?

In un mondo ideale costi e benefici si misurerebbero nella stessa valuta, ed è qui che occorre abilità, esperienza, visione e fantasia. Il ritorno  dell’investimento non è sempre misurabile nell’immediato in soldi. In alcuni casi, l’esito più immediato, comprende visualizzazioni, coinvolgimento con il contenuto pubblicato e numero di seguaci nel Social Media Marketing. La strategia a volte ha bisogno di sedimentare nella mente del consumatore e suscitare un implicito desiderio che solo nel tempo si tradurrà in un comportamento di acquisto e fruizione di servizi.

Passaggi chiave

  1. Partire con gli obbiettivi (Ottenere più visite nel sito, o nel negozio, acquisti, diffusione del brand, migliorare la reputazione online)
  2. Identificare le giuste metriche associate agli obbiettivi (numero di persone che visita il sito web, numero di persone che acquidta, numero di followers o interazioni ecc)
  3. Assegna un valore monetario ad ogni metrica (da questo punto di vista ci potrebbero essere utili i dati del passato)
  4. Calcolare l’investimento (A quanto ammonta il tuo investimento sui Social Media? Anche il tempo dedicato alla progettazione della strategia e della campagna rappresenta un costo)
  5. Calcolare il ritorno o il beneficio basandosi sui dati medi storici
  6. Calcolare il ROI e valutare confrontando l’esito della strategia con il passato.

In definitiva

Il calcolo e la valutazione può essere a volte molto complicata e lo è tanto più quando la strategia è articolata su più livelli e su più obbiettivi ma facendo un attenta pianificazione si può aiutare un azienda a esprimere un grande potenziale inespresso.

Spero che questa Collana sul Social Media Marketing sia stata apprezzata e utile alla vostra strategia aziendale.


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Marketing Broadcasting e Narrowcasting

Come anticipato nell’articolo precedente di questa Collana, dedicato a come creare contenuti accattivanti, in questo articolo affronteremo un argomento delicato nella comunicazione cosiddetta social. Cosa sono e quando e perchè utilizzare la comunicazione Marketing Broadcasting o Narrowcasting nei Social Media.

Questo è fondamentale perchè la dimensione della nostra audience ha un impatto significativo su ciò che le persone decidono di condividere o meno. (Frenzen e Nakamoto 1993). 

Ovviamente la comunicazione richiede più di una persona per essere tale, quindi non si possono condividere contenuti senza che ci sia un’audience (reale o implicita). Una delle caratteristiche fondamentali dell’audience è la dimensione. A volte si comunica con una sola persona, (narrowcasting). In altre situazioni si comunica con due o più persone, (broadcasting).  Sappiamo benissimo per esperienza personale che prestare attenzione ad un contenuto condiviso, richiede tempo, sforzo e motivazione, per cui è importante fare attenzione a cosa si condivide, in che modo e con chi, altrimenti i nostri contenuti scorreranno nei feed dei nostri contatti / followers senza che nessuno ci faccia caso.

Comunicazione Broadcasting

La comunicazione Broadcasting è intesa come indirizzata a più persone possibili, ad esempio un cartellone pubblicitario, uno spot televisivo o un post, sponsorizzato o meno o su un gruppo di una piattaforma Social. Una delle caratteristiche della comunicazione Broadcasting, è che le persone tendono ad evitare di condividere contenuti che le possano mettere in cattiva luce o le facciano sembrare cattive. Il Broadcasting tendenzialmente viene utilizzato per autopromozione e cercare di migliorare la propria immagine rispetto agli altri.

Comunicazione Narrowcasting

La comunicazione Narrowcasting, incoraggia le persone a condividere contenuti che possono risultare utili al destinatario del messaggio o del contenuto condiviso. Questi effetti dipendono in gran parte da dove i comunicatori focalizzano la loro attenzione. Le persone tendono a condividere contenuti che ritengono di valore con persone specifiche con le quali hanno un legame significativo e che possano apprezzare. Tra gli esempi di narrowcasting c’è sicuramente il passaparola o la messaggistica cosiddetta peer to peer su qualunque tipologia di piattaforma social. 

Dimensione dell’audience e cosa le persone condividono


La dimensione dell’audience incide su due fattori fondamentali nel Marketing Broadcasting o Narrowcasting: promozione di se stessi e aiutare gli altri. (Engel, Blackwell, e Kegerreis 1969; Hennig-Thurau et. al. 2004; Dichter 1966).

  • La promozione di se stessi. Le persone spesso condividono contenuti per mostrare la loro persona in una buona luce ed evitano di pubblicare contenuti che li possano mettere in cattiva luce. Un gran numero di interazioni sociali (vere o ostentate), possono essere viste come una buona performance per suscitare impressioni positive ed evitare una immagine di se stessi sfavorevole (Goffman 1959).
    La promozione o autocelebrazione di se stessi può essere acquisitiva o protettiva. Ci si può auto celebrare, cioè per acquisire credibilità legandosi a gruppi o abitudini sociali che godono di un buon seguito, oppure ci si può proteggere da situazioni spiacevoli, prendendo le distanze da situazioni o gruppi considerati come “perdenti” o “pericolosi” per la propria immagine.
  • Aiutare gli altri. Un altra ragione che spinge le persone a condividere contenuti è aiutare gli altri. Si stima che il 20% delle conversazioni, soprattutto nel passaparola (narrowcasting), sono mosse spesso dal desiderio altruistico di aiutare gli altri ad avere buone esperienze di consumo, (“Mi sono trovato bene con questo prodotto/servizio, dovresti provarlo”). E’ molto probabile che una persona condivida contenuti di marketing che abbiano una reale utilità (Chiu et al. 2007). Quindi concentrando l’attenzione sulle esigenze del nostro interlocutore è più facile che i nostri contenuti vengano condivisi e raggiungano un maggior numero di persone. 

Per concludere.

Nel Marketing Broadcasting o Narrowcasting nei Social Media dobbiamo tenere conto che postare sulle piattaforme social a volte implica una grande audience, centinaia o migliaia di “amici” o “followers.” Le ricerche suggeriscono che questo tipo di broadcasting ha scarsa efficacia nel modificare la naturale tendenza delle persone a focalizzarsi su se stessi. Anzi, può accentuare la tendenza ad autopromuoversi in un modo spropositato.

Questo ha importanti implicazioni per il benessere dei consumatori perchè i post sulle piattaforme social  fanno sembrare le vite degli altri fantastiche quando spesso sono piuttosto ordinarie. In questo caso, l’uso dei social media può diminuire il benessere e far sembrare la propria vita peggiore delle altre, (Chou and Edge 2012).

Ne risulta che il broadcasting pdovrebbe essere meno autocelebrativo e cercare di spostare il focus da se stessi ai nostri interlocutori quando si concepiscono i contenuti in modo da avere maggiore possibilità di condivisione sulle piattaforme.

Nel prossimo articolo di questa Collana sul Social Media Marketing, parlerò della selezione della piattaforma social più adatta a veicolare i nostri contenuti.


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Come creare contenuti accattivanti

Nell’articolo precedente di questa Collana dedicata al Social Media Marketing, abbiamo cercato di capire come Identificare l’Influencer ideale per il Brand, in questo articolo, invece, trattiamo un argomento chiave per riuscire a rendere efficace la nostra comunicazione social: Come creare contenuti accattivanti.

Innanzitutto come facciamo ad essere sicuri che i consumatori vedano, comprendano e vengono coinvolti dai nostri contenuti? Per risponder a questa domanda pensiamo a come il consumatore processa i messaggi che vede sulle piattaforme Social. Per far si che il consumatore processi e recepisca il messaggio, il contenuto deve essere disegnato per attrarre e mantenere l’attenzione in un contesto caotico. I fattori che fanno si che un particolare contenuto risulti o meno attrattivo per noi sulle piattaforme social  non sono gli stessi che mantengono la nostra attenzione anche dopo il primo impatto.

I consumatori sono più propensi a rimanere su contenuti che raccontano una storia coinvolgente. I contenuti più efficaci sono quelli che effettivamente incoraggiano il consumatore ad agire, che è esattamente l’obbiettivo dell’azienda. Attrarre e mantenere l’attenzione su contenuti che incoraggiano all’azione desiderata dal Brand, questi sono comunemente gli obbiettivi di marketing per le aziende.

Quindi cosa rende il Social Media Marketing unico? Il fatto che implica la condivisione peer-to-peer, quindi il contenuto deve essere disegnato con quell’obbiettivo in mente. Se il contenuto non è pensato per essere condiviso o se non incoraggia connessioni e discussioni, non può essere tecnicamente definito social media.

Quindi per creare contenuti accattivanti dobbiamo:

  1. attrarre l’attenzione;
  2. mantenere l’attenzione (attraverso tutti gli stadi del processo che porta all’azione)
  3. ispirare all’azione (share, like, chiamata, acquisto, click)

Caratteristiche dell’Attenzione

L’attenzione è limitata:

Ci sono limiti cognitivi sulla quantità di informazioni che il cervello umano è in grado di processare in un dato quantitativo di tempo. Quindi i consumatori non possono  prestare attenzione a tutti gli stimoli che ricevono in un dato contesto. 

L’attenzione è selettiva:

A causa di tali limiti cognitivi, i consumatori selezionano gli stimoli che sembrano essere più rilevanti per la loro situazione contingente. Per esempio, è più probabile che gli ingegneri presteranno maggiore attenzione a stimoli che provengono da un post che tratta la risoluzione di un problema specifico che stanno affrontando.  

L’attenzione può essere distribuita:

PLe persone sono in grado di prestare attenzione a più stimoli contemporaneamente. Per esempio, se sei coinvolto in una conversazione avvincente ad una festa e senti il tuo nome pronunciato dall’altra parte della stanza è probabile che ti girerai.

Come attrarre l’attenzione

Per massimizzare l’attenzione iniziale del consumatore abbiamo bisogno di:

  • distribuire i nostri contenuti da fonti fidate. Il consumatore presta maggiore attenzione ai contenuti diffusi da soggetti o istituzioni che conosce o di cui si fida.
  • disegnando contenuti che:

(a) siano rilevanti e interessanti per la nostra “audience”, problemi, sofferenze, e vita di tutti i giorni;
(b) si staglino dal contesto rendendoli visivamente immediati o inaspettati in qualche modo;
(c) procurino emozione nei primi istanti per catturare immediatamente l’attenzione.

Mantenere l’attenzione

Per mantenere l’attenzione del consumatore è possibile utilizzare la tecnica del racconto di una storia, come ad esempio fa solitamente una nota marca di Alcolici in questo spot in cui ci sono le caratteristiche tipiche atte a mantenere l’attenzione come il racconto di una storia che contenga elementi chiave come:

  • Un contesto di fondo
  • Un protagonista o un personaggio principale o un guppo di persone.
  • Il protagonista ha un ostacolo da superare che rappresenta una difficoltà o una sfida e il lavoro per superare la difficoltà.
  • Un culmine in cui il Brand è in qualche modo di aiuto
  • Il superamento dell’ostacolo.

L’obbiettivo principale dello storytelling e del marketing è influenzare le convinzioni e i comportamenti del consumatore.

Nel prossimo articolo di questa Collana dedicata al Social Media Marketing, parleremo di Broadcasting e Narrowcasting, ovvero “diffusione ampia” e “diffusione ristretta” e selezionata dei contenuti social, a seconda dell’opportunità.


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Identificare l’Influencer ideale per il Brand

Dopo aver affrontato il significato e il ruolo dell’Influencer nel Social Media Marketing, in questo articolo parliamo di come identificare l’influencer ideale per il nostro Brand in una strategia di Social Media Marketing e aziendale. Ma quali sono le cose da tenere presenti per sapere quale fa al caso nostro?

Ma come identificare l’influencer ideale per il nostro Brand?

C’è bisogno di una buona dose di introspezione in prima battuta e successivamente serve anche tanta empatia. Quindi innanzitutto introspezione come Brand. Cosa rappresentiamo? Cosa siamo? Di cosa ci occupiamo? Come vediamo il nostro percorso e la prospettiva? e quali sono le nostre convinzioni, quindi cercare e trovare persone nel mondo che vedono  il percorso e la prospettiva così come lo vediamo noi.

Chiunque altro è allineato al nostro punto di vista può diventare il nostro perfetto influencer perchè è il prototipo perfetto dell’ ambasciatore parlante e itinerante dei valori del nostro Brand.  Questa è la parte introspettiva. La parte empatica si  realizza nella comprensione di come questa persona può trasmettere un messaggio condiviso, un punto di vista condiviso o una prospettiva condivisa ad una larga parte di persone, il che richiede la comprensione da parte del Brand  di valori condivisi, norme sociali, regole e rituali della rete o Community di persone alle quali ci rivolgiamo.

Diffondere un messaggio tramite un influencer non coerente col Brand potrebbe essere controproducente. Un esempio in tal senso è il caso di Rosalba che pur dichiaratamente vegetariana, veniva immortalata utilizzando borse in pelle. Alcuni utenti hanno protestato e lei è stata costretta a chiarire la sua posizione. 

Per concludere, possiamo affermare comunque che diffondere informazioni tramite gli influencers, o anche i micro-influencers non è gratis. Gli influencers ricevono tipicamente un compenso, il che implica il dovere da parte loro e del Brand di rendere noto in qualche modo che si tratta di post sponsorizzati. Tuttavia man mano che questo tipo di strumento diventa più comune nel tempo, i consumatori possono progressivamente sviluppare uno scetticismo rispetto alle raccomandazioni degli Influencers. E’ opportuno quindi farne un uso equilibrato.

In Sintesi

Quando lavoriamo con gli influencers, come abbiamo già detto nell’articolo precedent, piuttosto che focalizzarci sulla dimensione della Rete o Community, bisogna identificare gli influencers che hanno una forte corrispondenza con il nostro brand.  Cioè, la relazione tra l’influencer e il brand dovrebbe essere autentica. Nel prossimo articolo di questa Collana dedicata al Social Media Marketing parleremo di Come creare contenuti accattivanti.


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Il ruolo degli Influencers nel Social Media Marketing

In questo articolo descriverò il ruolo degli Influencers nel Social Media Marketing. Abbiamo visto nell’articolo precedente,  Reti e Community nel Social Media Marketing, quanto siano importanti le Reti e le Communities di persone per raggiungere gli obiettivi aziendali o di una campagna specifica, Gli Influencers possono rappresentare un ulteriore, importante tassello della nostra strategia.

Gli Influencers nel Social Media Marketing

Ci sono almeno due ragioni per cui i messaggi / post degli Influencers appaiono più intimi e sono più efficaci rispetto ai messaggi o post sponsorizzati:

  1. Gli influencers efficaci, in particolar modo i micro-influencers sono membri di una Rete. Per cui essi capiscono, condividono ed interpretano le convinzioni, credenze e norme sociali non scritte della rete di cui fanno parte quindi sono capaci di creare per il Brand contenuti che risuonano con l’audience selezionata.

  2. Siccome gli influencers sono, appunto, membri della loro Rete (Network) i consumatori sono più portati a fidarsi di un messaggio che arriva da un influencer piuttosto che dal Brand stesso. 

L’influencer ideale è quello veramente coinvolto

Gli influencers ideali sono impazienti di sapere novità sullo sviluppo di nuovi prodotti o servizi ed entusiasti di diffonderne tutti i dettagli. Essi sono utilizzatori precoci di nuovi prodotti, il che aumenta considerevolmente la loro credibilità. Hanno una posizione centrale nelle reti rilevanti per l’azienda e hanno connessioni dirette e indirette con molte persone all’interno della loro Rete.

Consideriamo i due punti seguenti quando intendiamo selezionare un influencer per il nostro Business.

  • Focalizzarsi sull’influenza, non sulla dimensione della Rete.
    Il primo passo per l’identificazione di un influencer è cercare e trovare Reti forti e rilevanti per il nostro Brand.

  • Focalizzarsi sulla rilevanza dell’Influencer con il nostro Brand o Settore produttivo di appartenenza.
    L’Influencer deve  essere “coerente” con i valori, le attitudini e il comportamento delle persone che fanno parte delle Reti Target che il Brand intende raggiungere.

Quand’è che gli Influencers funzionano meglio?

A volte possiamo inbatterci in  situazioni in cui ci rendiamo conto che i micro-influencers hanno maggiore probabilità di essere efficaci nell’influenzare il comportamento dei consumatori. Per determinare se sia conveniente sfruttare gli influencers per promuovere i nostri prodotti o servizi, cfacciamoci le seguenti domande:

  1. Il prodotto o servizio che intendiamo proporre è scarsamente conosciuto nella popolazione target?
    L’influenza tra pari (Peer influence) può essere utile per aumentare la conoscenza e la consapevolezza in nuovi mercati.

  2. Il nuovo prodotto o servizio può comportare dei rischi nell’utilizzo?
    Vedere una persona pari a me utilizzare un prodotto o servizio può aiutare a ridurre la percezione di rischio fisiologi of psychological or physical risks.

  3. L’uso del prodotto o servizio attira l’attenzione o aumenta il prestigio sociale dell’utilizzatore all’interno della sua Rete o Community? Per esempio, vedere un memro influente della Rete indossare un Brand di tendenza può persuadere persone che cercano un riconoscimento sociale per essere accettate dalla Community.

  4. Esiste una da parte dei concorrenti ad utilizzare il prodotto o servizio?
    Questo accade frequentemente nei mercati  business-to-business, dove può esserci un vantaggio ad adottare prodotti e servizi utilizzati dalla concorrenza.

  5. Si ha un beneficio ad utilizzare un prodotto o servizio utilizzato da un grande numero di consumatori?
    Pensiamo alle Apps o servizi come Paypal, SumUp o Satispay, che necessitano di una larga base di utenti per essere funzionali.

Nel prossimo articolo dedicato a come Identificare l’Influencer ideale per il Brand, concluderemo la parte dedicata agli Influencers nel Social Media Marketing


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Reti e Community nel Social Media Marketing

In questo articolo parleremo della relazione che c’è tra Reti e  Community nel Social Media Marketing che le aziende possono sfruttare interpretando un ruolo all’interno o all’esterno di esse.

 Affiliazione delle Community

Uno dei modi in cui le aziende possono sfruttare il potere  delle reti è facilitare lo sviluppo delle Brand Communities. Le Brand Communities sono un tipo di Rete focalizzata su un Brand o su conversazioni correlate a specifici prodotti.

Ci sono tre forme di affiliazione delle Community.

  1. Pools / (attrattive), in cui le persone hanno una passione o un forte interesse condiviso per un particolare argomento o sono uniti per raggiungere un particolare obiettivo. Queste persone hanno legami generalmente più labili tra loro e verso il Brand che promuove la Community. (comunità che ruotano intorno a un argomento o un obiettivo)
  2. Hubs / (centralizzate) in cui le persone hanno una forte connessione con una figura centrale e legami molto deboli con gli altri membri della Rete. (comunità che ruotano intorno a una figura centrale), una celebrità es. Chiara Ferragni
  3. webs (reticolari) in cui, a differenza delle altre Communities i legami tra i menbri della rete sono molto forti e sono al centro della Community. (Un esempio sono i Gruppi Facebook).

Miti sulle Brand Communities

  • Mito #1 La Brand Community è una strategia di Marketing (ERRORE).

    Una brand community è una strategia di business.

    Troppo spesso le aziende circoscrivono i loro sforzi nella costruzione delle communities all’interno della strategia di Marketing. Lo sforzo, invece, dovrebbe essere profuso nell’ottica di una strategia di alto livello a supporto degli obiettivi generali di business aziendale.

  • Mito #2 Una Brand Community esiste per servire il Business. (ERRORE)

    Una brand community esiste per servire le persone che ne fanno parte.

    Gli amministratori spesso dimenticano che i consumatori sono effettivamente persone, con molti bisogni diversi, interessi e responsabilità.

  • Mito #3 Costruisci il Brand e la Community seguirà (ERRORE)

    Costruisci la Community, e il Brand sarà più forte.

    La società di consulenza strategica Jump Associates ha identificato le tre forme fondamentali di affiliazione alla Community così come descritte nell’articolo precedente “come sfruttare le reti di persone nel Social Media Marketing”.: pools, webs, e hubs. Effettivamente le Strategie di Community efficaci combinano queste tre forme in un sistema sinergico di rinforzo reciproco.

  • Mito #4  Le Brand Communities dovrebbero essere manifestazioni di amore da parte degli affezionati al Brand. (ERRORE)

    Le aziende Smart accolgono e abbracciano la conflittualità che rende le Communities vibranti.

    La maggior parte delle aziende preferisce evitare i conflitti ma le Communities sono intrinsecamente politiche, e il conflitto è la norma. Gruppi “Rossi” hanno bisogno di gruppi “Neri” contro cui discutere e dibattere per definire se stessi e viceversa.

  • Mito #5 Gli Opinion leaders costruiscono Communities forti (ERRORE)

    Le Communities sono più forti quando tutti i membri giocano un ruolo.

    Gli Opinion leaders e i divulgatori hanno un ruolo importante e ben documentato nei social networks. Essi diffondono informazioni, influenzano decisioni, e aiutano le nuove idee ad attecchire ma le Communities veramente robuste stabiliscono solidi riferimenti culturali agevolando tutti a giocare un ruolo utile all’interno del gruppo.

  • Mito #6 – I Social Networks online sono la chiave per una strategia di Community. (ERRORE)

    Le Reti online sono solo uno strumento, non una strategia di community.

    Formare una online community spesso è una reazione istintiva degli amministratori delegati che cercano una strategia web 2.0. I Social Network online fanno tanto rumore e data la facilità di utilizzo delle tecnologie odierne sembra sciocco non approfittare  delle opportunità che offre il mondo virtuale.

  • Mito #7 – Le Brand communities di successo sono gestite in modo strettamente controllato. (ERRORE)

    Delle persone e per le persone, le communities rigettano il controllo manageriale.

    Eccessivo controllo è stato la norma nella gestione delle Communities. Ma le Brand communities non sono un asset delle aziende e di fatto, quindi il controllo è un illusione.

In Sintesi

Le Reti e le Communities sono strumenti molto complessi da gestire se si vogliono tenere vive e funzionali. Soprattutto bisogna inquadrarle in una strategia complessiva aziendale a lungo termine. Occorrono risorse sia umane che economiche per avere successo. Nel prossimo articolo tratteremo il ruolo degli Influencers nel Social Media Marketing


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Come sfruttare le Reti nel Social Media Marketing (Leveraging Networks)

Nell’articolo precedente di questa Collana dedicata al Social Media Marketing Strategico, abbiamo parlato di come definire gli Obiettivi nel Social Media Marketing. In questo articolo invece parliamo di come sfruttare le reti di persone nel Social Media Marketing per ottenere un buon risultato nella nostra Campagna e raggiungere più facilmente tali obiettivi.

Ci sono due fattori che distinguono il Social Media Marketing da altre forme di Marketing e comunicazione:

  • Primo, nel Social Media Marketing, i consumatori sono capaci di condividere il loro entusiasmo riguardo ai prodotti, i servizi e l’esperienza di consumo.
  • Secondo, il Social Media Marketing ha spostato il paradigma della comunicazione dal modello uno-verso-tutti a uno verso-uno  e tutti-verso-tutti.

Nel panorama dei Social Media i consumatori sono più motivati e facilitati a condividere esperienze e informazioni. Tale condivisione viene spesso manifestata in Reti di Consumatori che condividono gli stessi interessi, passioni ed esperienze e a tale proposito, è necessario porsi alcune domande:

  • Cos’è una Rete?
  • Come fluiscono le informazioni all’interno di una Rete e tra le Reti?
  • Alcune persone sono più centrali rispetto ad altre all’interno del flusso di informazioni nella rete?
  • Come troviamo queste persone?
  • Quale è la relazione tra una Community e una Rete?
  • In che modo i Commerciali sfruttano le Community e le Reti per aiutare le aziende a raggiungere gli obiettivi di Marketing?

Osservare le Reti

Per comprendere le persone e fare previsioni accurate, bisogna guardare nelle loro Reti.

Per poter sfruttare le Reti nel Social Media Marketing,  dobbiamo innanzitutto intenderci sul significato di Reti in questo contesto. Con “Reti,” si intende gruppi di persone con i quali scambiamo informazioni, esperienze e comportamenti come ad esempio amici, famiglia, compagni di classe, colleghi, compagni di squadra o parrocchiani. Queste persone ci danno indizi e informazioni su chi siamo e di come vediamo il mondo. All’interno di ognuna delle nostre Reti sono condivise convinzioni, regole non scritte, rituali e  norme sociali che guidano il comportamento delle persone all’interno della Rete. Come disse una volta  Aristotele, “L’uomo è un animale sociale,”

Ci sono molti modi per identificare le Reti. Quando cerchiamo reti su una piattaforma, dobbiamo identificare gli strumenti che la piattaforma in oggetto mette a disposizione per questo scopo. Ad esempio, Instagram attualmente non prevede la funzione Gruppi mentre Facebook si.  D’altra parte, gli hashtags saranno più importanti per cercare Reti su Instagram e Twitter.

Ricerca di Reti via Hashtag (#)

Gli hashtag (#) ci aiutano a trovare persone che parlano di uno stesso argomento e aiutano gli altri a trovare noi che utilizziamo uno specifico hashtag. Avremo maggiore successo focalizzandoci su hashtags utilizzati da una rete di persone più ristretta, piuttosto che un hashtag utilizzato da un vasto gruppo generico di consumatori. Gli hashtags sono una strada a doppio senso, ci permettono di parlare a un audience ma anche di ascoltare una conversazione. Ascoltando una conversazione su un hashtag popolare, possiamo facilmente renderci conto se i partecipanti corrispondono al profilo dei clienti adatti alla nostra nicchia di mercato, di conseguenza si tratta di trovare l’hashtag rilevante per il nostro Business. 

Ricerca di reti utilizzando i Gruppi

Un altro modo per identificare una Rete è sicuramente la ricerca di Gruppi esistenti su una Piattaforma Social,  come Facebook o LinkedIn. Su entrambe le piattaforme, si possono cercare Gruppi su un argomento specifico. 

In Sintesi

Individuare le reti di persone pertinenti e sensibili al nostro Business è fondamentale per riuscire a mettere appunto una strategia aziendale, prima ancora che di marketing che ci permetta di connetterci con il nostro mercato ideale e ci aiuti a minimizzare il rischio di sprecare tempo e risorse preziose che possono essere invece dirottate sulla produzione di beni, servizi e welfare aziendale. Nel Contesto delle Reti, vedremo nel prossimo articolo, la relazione tra le Reti e le varie declinazioni di Community in relazione al Social Media Marketing.


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Social Media Marketing, come definire gli Obiettivi?


Nell’articolo precedente di questa Collana dedicata al Social Media Marketing Strategico, abbiamo parlato del Processo di Pianificazione Social Media Marketing, In questo articolo invece parliamo delle caratteristiche del Social Media Marketing che lo differenziano anche profondamente dal Marketing tradizionale, ma soprattutto di come definire gli Obiettivi. Iniziamo subito dicendo due cose. La prima è che non bisogna confondere gli Obiettivi Generali Strategici dell’Azienda che possono essere, ad esempio, l’aumento del fatturato con gli Obiettivi della Campagna di Social Media Marketing che analizzeremo di seguito. La seconda cosa è che rispetto al marketing tradizionale, nel Social Media Marketing:

  • L’audience non è passiva
  • Il consumatore è in grado di trovare il Brand e interagire con esso
  • L’audience è meno vasta ma sicuramente più selezionata

Quando parliamo di Social Media Marketing, dobbiamo essere consapevoli delle sue 4 funzioni principali: Monitorare, Rispondere Amplificare e Guidare il comportamento del consumatore quindi  collegare queste quattro funzioni al percorso che il consumatore intraprende fino alla decisione di acquistare o meno un determinato prodotto o servizio.

Gli Obiettivi di una Campagna di Social Media Marketing

Nel Social Media Marketing, ma non solo, bisogna innanzitutto definire degli Obiettivi che devono essere S.M.A.R.T.,  devono avere cioè, determinate caratteristiche:

  • SPECIFICITA’
    Gli obiettivi non devono essere generici, (come aumentare i like fu Facebook), in più devono essere comprensibili a tutti. Ad esempio possiamo voler aumentare l’engagement, le condivisioni, o il click-through rate del 30%.

  • MISURABILITA’
    I risultati devono essere poi misurabili adottando specifiche metriche progettate e dichiarate espressamente dall’inizio.

  • ABBORDABILITA’
    Cerchiamo di essere realisti. Gli obiettivi devono poter essere raggiunti, non utopici. Soprattutto devono poter essere raggiunti con le risorse disponibili e nel contesto commerciale specifico. Il Social Media Marketing non è a costo zero.

  • RILEVANZA
    Gli obiettivi devono rappresentare un vantaggio tangibile per chi fa l’investimento. Ad esempio se vogliamo misurare il livello di coinvolgimento dei nostri post, dobbiamo sicuramente quantificare la media di like e share sui post stessi, ma se vogliamo misurare quanti di quelli che leggono i nostri post, poi acquistano un prodotto sul nostro sito web, i like e le condivisioni sono irrilevanti.

  • TEMPISTICA
    Gli obiettivi devono avere una tempistica determinata a monte. Non posso dire di raggiungere 20.000 followers senza dire in quanto tempo prevedo di farlo. Una tempistica ben definita ci aiuta anche a fare degli aggiustamenti tempestivi mirati alla nostra strategia e risparmiare tempo e denaro prezioso.

In Sintesi

il Social Media Marketing inizia con il mettere a punto obiettivi realizzabili, generalmente focalizzati su 2 concetti prevalenti: Creare, aumentare o migliorare la consapevolezza del Brand,  che è cruciale per qualunque obiettivo si voglia raggiungere per l’azienda e  Motivare le persone ad acquistare o chiedere informazioni aggiuntive, influenzando il  comportamento di acquisto e consumo con il minor dispendio di risorse economiche possibiliE’ fondamentale anche creare una comunità intorno al Brand. Nel prossimo articolo parleremo di Come sfruttare le Reti nel Social Media Marketing


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento:Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

 

Processo di Pianificazione Social Media Marketing

 


Nel primo articolo di questa Collana, Introduzione al Social Media Marketing, abbiamo visto cosa si intende per Social Media Marketing. In questo secondo articolo, parleremo dei passaggi necessari nella pianificazione di una vera campagna di Social Media Marketing. La prima cosa che dobbiamo fare quando vogliamo mettere in campo una strategia di Marketing tramite i Social Media è procedere per STEP.

STEP 1 – Identificare e Sviluppare gli Obiettivi.

L’azienda deve stabilire cosa vuole ottenere attraverso il Social Media Marketing, ponendosi specifici quesiti.

  • Creare o aumentare la consapevolezza del Brand?
  • Cambiare o rinforzare la percezione del Brand?
  • Ottenere dati sui consumatori?
  • Migliorare il servizio clienti e l’esperienza di consumo?
  • Ottenere visite al sito web e vendite?
  • Identificare clienti potenziali?

STEP 2 – Identificare Reti di Persone Target.

Molto spesso, le campagne di Marketing mirano a cambiare le attitudini, la percezione o il comportamento dei consumatori, focalizzandosi su particolari segmenti di popolazione, denominati target. Una chiara analisi e comprensione del comportamento e delle abitudini dei target permetterà di:

  • Disegnare e curare contenuti efficaci.
  • Selezionare la tecnologia e i network appropriati per la distribuzione dei contenuti.

STEP 3 – Creare e curare i contenuti.

I contenuti nel processo di pianificazione del Social Media Marketing hanno caratteristiche specifiche. Essi mirano a coinvolgere in modo incisivo i consumatori.

  • Il Social media marketing è per definizione social, nel senso che mette in connessione le persone. Infatti, mentre nella pubblicità tradizionale la comunicazione è unidirezionale, in questo caso la comunicazione diventa bi-direzionale e multi-direzionale (brand-consumatore e consumatore-consumatore).
  • I contenuti possono non riguardare in modo diretto il brand, ma questo può essere mimetizzato nel messaggio. Ad esempio, nella pubblicità di Barilla in tempo di pandemia, il brand rimane sullo sfondo rispetto allo sforzo che il paese fa per combattere il virus rimanendo a casa. In questo caso dove c’è casa, c’è Barilla!
  • I contenuti vengono spesso co-creati dai consumatori, diventando più efficaci. Infatti, quando i consumatori creano e contribuiscono  alla evoluzione dei contenuti, gli stessi appaiono più autentici e coinvolgenti.

STEP 4 – Selezione della tecnologia.

I Social media riguardano prima di tutto le persone. La scelta della tecnologia e della piattaforma per condividere i nostri contenuti è guidata dai soggetti che stanno comunicando (target) e dall’argomento di cui stanno parlando.

Facebook, Twitter, o Instagram non sono social media, ma semplicemente piattaforme software, che consentono alle persone di condividere contenuti media tra di loro. Perciò, la scelta della piattaforma arriva successivamente nel processo di pianificazione. Le decisioni sulla tecnologia sono sempre guidate dai nostri obiettivi, dai target networks e dai contenuti. 

STEP 5:  Misurare e valutare.

Avere un obiettivo chiaro e raggiungibile permette di effettuare una efficace valutazione del ritorno sull’investimento (RoI) delle spese sostenute. La chiarezza degli obiettivi aiuta a identificare metriche appropriate per misurare l’efficacia. Con questi presupposti possiamo iniziare nel modo giusto ad approcciare alla nostra strategia sui Social Media.

Questi 5 STEPs sono essenziali per la Pianificazione del Social Media Marketing e per mettere in campo una strategia adeguata alle nostre aspettative e al passo con le nuove tecnologie.
Nel prossimo articolo di questa Collana parleremo di Come definire gli Obiettivi nel Social Media Marketing, continuate a seguirci.


 

Introduzione al Social Media Marketing


Cosa significa investire nel Social Media Marketing?

Questo articolo è una breve ma importante Introduzione al Social Media Marketing, il primo di una Collana in cui cercherò di trattare tutti gli aspetti. Diciamo subito che il Social Media Marketing è l’uso delle interazioni sociali per portare valore a società e Brand.

In questa definizione c’è l’idea che i Social Media non sono una piattaforma o una tecnologia specifica, come la maggior parte delle persone tende a dare per scontato, ma piuttosto “i media” che vengono scambiati su determinate piattaforme tecnologiche dagli utenti come messaggi, foto, video, link, ecc. Si tratta di comprendere come varie tecnologie digitali facilitino le interazioni tra singoli consumatori e tra questi e le aziende.

E’ importante capire la diversa natura che possono avere i social media. Gli “addetti ai lavori” li classificano in tre tipologie, abbiamo quindi i Social Media:

  • Posseduti che sono tipicamente il nostro sito web o i nostri profili social, come ad esempio Facebook, Youtube, Instagram.
  • Pagati che sono tutti i contenuti per cui l’azienda paga con l’obiettivo di promuovere i propri prodotti o servizi, ad esempio la pubblicità, gli Ads su Google, e i contenuti sponsorizzati su Facebook o Twitter.
  • Guadagnati infine che sono quelli di cui l’azienda beneficia, come ad esempio il passaparola, le condivisioni, i retweets e le recensioni. 

Quando parliamo di Social Media Marketing dovremmo farci le seguenti domande:

Chi sta comunicando con chi?

  • I consumatori stanno comunicando tra loro?
  • I consumatori stanno comunicando con l’azienda?
  • L’azienda sta comunicando coi consumatori?

    e soprattutto…
  • Abbiamo una conversazione attiva?
    Esiste una comunicazione bi-direzionale o multidirezionale?

Porsi questi quesiti è cruciale, poichè la comunicazione per essere tecnicamente “social” deve andare in più di una direzione. Per esempio, Il fatto che una azienda condivide un contenuto tramite piattaforma social, ad esempio Facebook, non è necessariamente social media marketing, ma lo diventa nel momento in cui riesce a coinvolgere l’audience in una conversazione attiva, in cui è presente una interazione tra 2 o più soggetti.

E’ importante tener presente che

il Social Media Marketing implica l’uso di canali comunicativi interattivi che aiutano le aziende a:

  1. Capire meglio clienti e competitors
  2. Fornire un servizio migliore ai clienti
  3. Ottimizzare l’esperienza di consumo
  4. Capitalizzare conversazioni positive sul Brand
  5. Co-creazione della consapevolezza del Brand e dei prodotti/servizi insieme ai consumatori

In questo articolo abbiamo trattato l’Introduzione al Social Media Marketing. Nel prossimo articolo tratterò l’argomento: Il processo di Pianificazione del Social Media Marketing