Articoli

Il Ritorno dell’Investimento nel Social Media Marketing

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dell’essenziale processo di come creare i contenuti insieme ai clienti a seguito dell’essenziale processo di Ascolto e Co-creazione nel Social Media Marketing. In questo ultimo articolo di questa Collana sul Social Media Marketing invece parleremo del ROI (Rerurn of Investment) o Ritorno dell’investimento che rappresenta l’ultimo aspetto fondamentale e si ricollega direttamente con l’inizio di questo percorso e cioè Gli obbiettivi commerciali e strategici dell’azienda.

Il ROI

Infatti la valutazione del ROI è fondamentale per l’azienda o il professionista e parte esattamente dagli obbiettivi che si vogliono raggiungere e che guidano la strategia commerciale.

Visto che le conversazioni sulle piattaforme social avvengono al di fuori del controllo o la supervisione dell’azienda, gli esiti come,  il cambiamento del comportamento o della percezione del Brand da parte del consumatore, può essere difficile da misurare.

In ogni caso, misurare l’impatto dello sforzo aziendale sui Social Media e in generale nel web è importante per due ragioni:

  • Primo, una valutazione del ROI ci permette di dimostrare se, come e quanto l’investimento su web e Social Media porta valore all’azienda
  • Secondo, capire il ROI ci aiuta a capire come ottimizzare al meglio le risorse investite

Questa è la formula per calcolare il Ritorno dell’Investimento sul Web e Social Media Marketing:

Qui abbiamo un ipotesi di ROI del 50% dove al nominatore abbiamo l’importo ottenuto che è di €150 meno l’importo investito che è di €100; al denominatore abbiamo dinuovo l’importo investito. In questo modo possiamo vedere che per €100 investiti in social media sono ritornati €150, così da ottenere €50 dall’investimento, cioè il 50% in più di ciò che abbiamo investito.

Per poter usare questa formula, dobbiamo stabilire un valore monetario a ciascuna di queste misurazioni. Inoltre abbiamo bisogno di due informazioni.

  • Primo, cosa intendiamo per ritorno? Cioè dobbiamo attribuire un valore economico al beneficio ottenuto dalla nostra strategia web e Social.
  • Secondo, quali sono i costi legati all’investimento?

Non è detto che il nostro obbiettivo primario sia subito far acquistare il consumatore ma potremmo volere  motivare la persona a muoversi verso un particolare stage nel funnel del processo di acquisto.

Allora dove sta la difficoltà?

In un mondo ideale costi e benefici si misurerebbero nella stessa valuta, ed è qui che occorre abilità, esperienza, visione e fantasia. Il ritorno  dell’investimento non è sempre misurabile nell’immediato in soldi. In alcuni casi, l’esito più immediato, comprende visualizzazioni, coinvolgimento con il contenuto pubblicato e numero di seguaci nel Social Media Marketing. La strategia a volte ha bisogno di sedimentare nella mente del consumatore e suscitare un implicito desiderio che solo nel tempo si tradurrà in un comportamento di acquisto e fruizione di servizi.

Passaggi chiave

  1. Partire con gli obbiettivi (Ottenere più visite nel sito, o nel negozio, acquisti, diffusione del brand, migliorare la reputazione online)
  2. Identificare le giuste metriche associate agli obbiettivi (numero di persone che visita il sito web, numero di persone che acquidta, numero di followers o interazioni ecc)
  3. Assegna un valore monetario ad ogni metrica (da questo punto di vista ci potrebbero essere utili i dati del passato)
  4. Calcolare l’investimento (A quanto ammonta il tuo investimento sui Social Media? Anche il tempo dedicato alla progettazione della strategia e della campagna rappresenta un costo)
  5. Calcolare il ritorno o il beneficio basandosi sui dati medi storici
  6. Calcolare il ROI e valutare confrontando l’esito della strategia con il passato.

In definitiva

Il calcolo e la valutazione può essere a volte molto complicata e lo è tanto più quando la strategia è articolata su più livelli e su più obbiettivi ma facendo un attenta pianificazione si può aiutare un azienda a esprimere un grande potenziale inespresso.

Spero che questa Collana sul Social Media Marketing sia stata apprezzata e utile alla vostra strategia aziendale.


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Creare i contenuti Social insieme ai clienti

Abbiamo visto come la selezione della giusta Piattaforma Social abbia un importanza strategica nella diffusione dei nostri contenuti.  In questo articolo invece parlerò di quali strumenti ci aiutano ad identificare tali piattaforme e come creare i contenuti Social insieme ai clienti. In questa chiave l’attività di ascolto (listening Intelligence) è cruciale nei Social Media.

L’ascolto (listening Intelligence)

Dall’ascolto delle conversazioni dei consumatori sui canali Social siamo in grado di identificare eventuali criticità sollevate dalle persone e sviluppare soluzioni. L’ascolto fornisce informazioni che guidano l’azienda nell’affinare gli obbiettivi a breve termine e quelli strategici, inclusi l’identificazione dei networks, lo sviluppo dei contenuti, e la selezione della piattaforma.

Coinvolgere i clienti e innescare conversazioni.

L’obbiettivo in questa fase è di coinvolgere i consumatori in conversazioni con il Brand permettendo loro di indicare e segnalare problemi e preoccupazioni in tempo reale. Questo è utile per aumentare l’efficenza ed efficacia del nostro prodotto o servizio e ha carattere di innovazione continua. Ma attenzione,  se attiviamo un meccanismo di questo tipo dobbiamo essere pronti e attrezzati a farlo. La risposta immediata da parte del Brand è imperativa.

Questo ci da la grande opportunità di affrontare eventuali problematiche prima che vadano fuori controllo, ma quando le società falliscono nel rispondere rapidamente, l’impatto sulla internet reputation può essere catastrofico.

Gli insights ottenuti dall’ascolto di queste conversazioni possono guidare decisioni e strategie circa:

  • Conoscenza, diffusione e percezione del brand;
  • soddisfazione dei clienti e punti critici;
  • idee per nuovi prodotti e servizi

Ma cosa ascoltiamo?

Il listening Intelligence è un processo di monitoraggio proattivo su tutti i canali social del brand alla ricerca di conversazioni circa:

  • Citazioni del Brand
  • I competitors,
  • L’esperienza di acquisto e fruizione dei servizi o di consumo.

I Vantaggi

  • L’ascolto in real time ci permette di identificare problemi mentre si verificano e capitalizzare sui trend utilizzando il real time marketing.
  • L’ascolto puà anche fornirci indicazioni precoci circa i nuovi trend.

Le difficoltà

La difficoltà di questo processo 0è che per avere reali inferenze dai dati bisogna fare un analisi che può rivelarsi molto complessa e lunga. A tale proposito possiamo servirci di piattaforme specifiche come Talkwalker  che però risultano abbastanza costose per un professionista.

Open Innovation e Co-creazione

Quando una società apre il proprio processo produttivo a contributi esterni inclusi clienti, fornitori, e venditori, stiamo parlando di Open InnovationApproach. Questo può valere per la multinazionale che produce Auto ma anche per una pizzeria. LOpen Innovation è molto funzionale se si vogliono creare i contenuti Social insieme ai clienti.

La Co-creazione dei servizi o prodotti (da cui ricavare efficaci campagne di marketing) offre notevoli vantaggi all’azienda.

  • Innanzitutto Il brand è guidato nell’elaborazione di nuovi prodotti o servizi da imput diretti da parte del potenziale acquirente;
  • Il processo permette di accorciare i tempi di progettazione e correggere errori in progress, grazie agli input pervenuti;
  • L’azienda può sfruttare i consumatori per ottenere nuove idee e testare i risultati per ottimizzare il risultato;
  • I consumatori motivati dalla partecipazione al processo produttivo possono facilitare la commercializzazione o la diffusione del servizio offerto.

Cosa ci guadagna il consumatore?

Innanzitutto il consumatore, il dipendente, l’appassionato reso partecipe del processo di ideazione e produzione può trovare gratificante creare qualcosa che possibilmente potrà utilizzare. Oppure può essere anche gratificato dall’ottenere un riconoscimento in benefit, sconti o anche la vincita di denaro.

In sintesi

Il processo di Ascolto e Co-creazione può rivelarsi il grimaldello per disarcionare la resistenza del cunsumatore medio che è bombardato da offerte di tutti i generi. Occorre però ascoltare le sue esigenze ed essere pertinenti nell’offerta. Dopo tutto, Se il brand non ascolta il consumatore, perchè il consumatore dovrebbe ascoltare il Brand?

Nel prossimo ed ultimo articolo di questa Collana sul Social Media Marketing, parleremo di come mettere appunto le metriche che ci aiuteranno a calcolare il nostro Ritorno dell’Investimento (R.o.I.).


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

La selezione della giusta Piattaforma Social

Dopo aver parlato nell’articolo precedente di come pubblicare i nostri contenuti in merito al Broadcasting e al Narrowcasting. In questo articolo parleremo invece del dove pubblicarli, ovvero della selezione della giusta Piattaforma Social.   Diciamo subito che si tratta di una scelta complicata perchè le piattaforme evolvono continuamente. Di seguito alcune caratteristiche chiave che ci possono aiutare nella decisione:

  1. L’utilizzo da parte del nostro gruppo target;
  2. L’esigenza o meno dell’utilizzo in mobilità;
  3. L’esigenza o meno di utilizzare contenuti multimediali come immagini e video;
  4. Permanenza del messaggio, istantaneo, temporaneo o permanente;
  5. Tipo di interazione desiderata.

Se abbiamo un buon contenuto da comunicare, ma lo pubblichiamo sulla piattaforma sbagliata, non saremo in grado di raggiungere e coinvolgere le persone giuste. Questo è un caposaldo nella selezione della giusta Piattaforma Social

Si inizia con gli Obbiettivi

Gli obbiettivi di Marketing dovrebbero sempre guidare tutte le decisioni sui social media.  Per esempio, Se il nostro obbiettivo è di aumentare la conoscenza del Brand, avremo bisogno di disegnare i contenuti e scegliere la piattaforma in modo da ottenere che vengano visti dal maggior numero di persone possibile all’interno del nostro target di riferimento.

Facebook, per esempio, ha la maggiore diffusione di qualsiasi altra piattaforma, con più di 2 miliardi di utenti attivi nel 2020 (Consulta i dati aggiornati). In più, Facebook ha un’audience estremamente estesa dal punto di vista demografico con una comprovata abilità di targetizzare  specifici gruppi con la pubblicità.

Se invece il nostro obbiettivo  è creare una community intorno al brand, dovremo focalizzarci su piattaforme che permettano alle persone all’interno di una rete di intrattenere conversazioni tra loro su argomenti rilevanti per noi.  Le piattaforme (o gli strumenti delle piattaforme) che agevolino lo sviluppo di profonde relazioni cosiddette “peer-to-peer” cioè dirette che aiutino ad ottenere il nostro obbiettivo.

Conosci il tuo Target Network

Una volta identificato il tuo Gruppo Target o Target Network  dobbiamo identificare quale piattaforma queste persone utilizzano per connettersi e comunicare tra loro per raggiungerli e fare arrivare i nostri contenuti. Una volta identificate le possibili Piattaforme utilizzando dati demografici e soprattutto una sessione di ascolto o Web Listening (di cui parleremo in seguito), possiamo cercare reti esistenti all’interno delle varie piattaforme.

Le caratteristiche dei propri Contenuti

Le Piattaforme valorizzano diverse caratteristiche dei nostri Contenuti.  Se c’è la necessità che i contenuti siano visualizzati su uno smartphone o tablet, La piattaforma mobile di Facebook è potente. Tipologie di Contenuti ricchi come video, rendono bene su YouTube e Facebook e il flusso dei commenti offre l’opportunità di interagire con noi e tra gli utenti tra loro.

Snapchat favorisce interazioni più spontanee e si caratterizza per ospitare contenuti più informali. Quale tipologia di contenuti sei in grado di produrre e utilizzare e che tipo di coinvolgimento stai cercando di ottenere? Ogni Piattaforma Social utilizza tecnologie differenti technologie e offre differenti strumenti. Per esempio le conversazioni articolate sono più complicate su Snapchat che su Instagram per via della permanenza del messaggio limitato a 24 ore ma è l’ideale per messaggi estemporanei accattivanti. A seconda dell’obbiettivo che intendiamo raggiungere non tutte lemtecnologie sono adatte, alcune potrebbero essere limitate o sovradimensionate.

In sintesi

Come tutte le decisioni di marketing, la scelta della Piattaforma inizia con la definizione degli obbiettivi.  Identificando il luogo virtuale dove le reti target comunicano e facendo corrispondere le caratteristiche del nostro contenuto con le potenzialità della Piattaforma Social, possiamo decidere quale di queste è  in grado di massimizzare la distribuzione e il coinvolgimento.

Nel prossimo articolo parleremo del processo di Ascolto e di come Creare i contenuti Social insieme ai clienti


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Come creare contenuti accattivanti

Nell’articolo precedente di questa Collana dedicata al Social Media Marketing, abbiamo cercato di capire come Identificare l’Influencer ideale per il Brand, in questo articolo, invece, trattiamo un argomento chiave per riuscire a rendere efficace la nostra comunicazione social: Come creare contenuti accattivanti.

Innanzitutto come facciamo ad essere sicuri che i consumatori vedano, comprendano e vengono coinvolti dai nostri contenuti? Per risponder a questa domanda pensiamo a come il consumatore processa i messaggi che vede sulle piattaforme Social. Per far si che il consumatore processi e recepisca il messaggio, il contenuto deve essere disegnato per attrarre e mantenere l’attenzione in un contesto caotico. I fattori che fanno si che un particolare contenuto risulti o meno attrattivo per noi sulle piattaforme social  non sono gli stessi che mantengono la nostra attenzione anche dopo il primo impatto.

I consumatori sono più propensi a rimanere su contenuti che raccontano una storia coinvolgente. I contenuti più efficaci sono quelli che effettivamente incoraggiano il consumatore ad agire, che è esattamente l’obbiettivo dell’azienda. Attrarre e mantenere l’attenzione su contenuti che incoraggiano all’azione desiderata dal Brand, questi sono comunemente gli obbiettivi di marketing per le aziende.

Quindi cosa rende il Social Media Marketing unico? Il fatto che implica la condivisione peer-to-peer, quindi il contenuto deve essere disegnato con quell’obbiettivo in mente. Se il contenuto non è pensato per essere condiviso o se non incoraggia connessioni e discussioni, non può essere tecnicamente definito social media.

Quindi per creare contenuti accattivanti dobbiamo:

  1. attrarre l’attenzione;
  2. mantenere l’attenzione (attraverso tutti gli stadi del processo che porta all’azione)
  3. ispirare all’azione (share, like, chiamata, acquisto, click)

Caratteristiche dell’Attenzione

L’attenzione è limitata:

Ci sono limiti cognitivi sulla quantità di informazioni che il cervello umano è in grado di processare in un dato quantitativo di tempo. Quindi i consumatori non possono  prestare attenzione a tutti gli stimoli che ricevono in un dato contesto. 

L’attenzione è selettiva:

A causa di tali limiti cognitivi, i consumatori selezionano gli stimoli che sembrano essere più rilevanti per la loro situazione contingente. Per esempio, è più probabile che gli ingegneri presteranno maggiore attenzione a stimoli che provengono da un post che tratta la risoluzione di un problema specifico che stanno affrontando.  

L’attenzione può essere distribuita:

PLe persone sono in grado di prestare attenzione a più stimoli contemporaneamente. Per esempio, se sei coinvolto in una conversazione avvincente ad una festa e senti il tuo nome pronunciato dall’altra parte della stanza è probabile che ti girerai.

Come attrarre l’attenzione

Per massimizzare l’attenzione iniziale del consumatore abbiamo bisogno di:

  • distribuire i nostri contenuti da fonti fidate. Il consumatore presta maggiore attenzione ai contenuti diffusi da soggetti o istituzioni che conosce o di cui si fida.
  • disegnando contenuti che:

(a) siano rilevanti e interessanti per la nostra “audience”, problemi, sofferenze, e vita di tutti i giorni;
(b) si staglino dal contesto rendendoli visivamente immediati o inaspettati in qualche modo;
(c) procurino emozione nei primi istanti per catturare immediatamente l’attenzione.

Mantenere l’attenzione

Per mantenere l’attenzione del consumatore è possibile utilizzare la tecnica del racconto di una storia, come ad esempio fa solitamente una nota marca di Alcolici in questo spot in cui ci sono le caratteristiche tipiche atte a mantenere l’attenzione come il racconto di una storia che contenga elementi chiave come:

  • Un contesto di fondo
  • Un protagonista o un personaggio principale o un guppo di persone.
  • Il protagonista ha un ostacolo da superare che rappresenta una difficoltà o una sfida e il lavoro per superare la difficoltà.
  • Un culmine in cui il Brand è in qualche modo di aiuto
  • Il superamento dell’ostacolo.

L’obbiettivo principale dello storytelling e del marketing è influenzare le convinzioni e i comportamenti del consumatore.

Nel prossimo articolo di questa Collana dedicata al Social Media Marketing, parleremo di Broadcasting e Narrowcasting, ovvero “diffusione ampia” e “diffusione ristretta” e selezionata dei contenuti social, a seconda dell’opportunità.


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Identificare l’Influencer ideale per il Brand

Dopo aver affrontato il significato e il ruolo dell’Influencer nel Social Media Marketing, in questo articolo parliamo di come identificare l’influencer ideale per il nostro Brand in una strategia di Social Media Marketing e aziendale. Ma quali sono le cose da tenere presenti per sapere quale fa al caso nostro?

Ma come identificare l’influencer ideale per il nostro Brand?

C’è bisogno di una buona dose di introspezione in prima battuta e successivamente serve anche tanta empatia. Quindi innanzitutto introspezione come Brand. Cosa rappresentiamo? Cosa siamo? Di cosa ci occupiamo? Come vediamo il nostro percorso e la prospettiva? e quali sono le nostre convinzioni, quindi cercare e trovare persone nel mondo che vedono  il percorso e la prospettiva così come lo vediamo noi.

Chiunque altro è allineato al nostro punto di vista può diventare il nostro perfetto influencer perchè è il prototipo perfetto dell’ ambasciatore parlante e itinerante dei valori del nostro Brand.  Questa è la parte introspettiva. La parte empatica si  realizza nella comprensione di come questa persona può trasmettere un messaggio condiviso, un punto di vista condiviso o una prospettiva condivisa ad una larga parte di persone, il che richiede la comprensione da parte del Brand  di valori condivisi, norme sociali, regole e rituali della rete o Community di persone alle quali ci rivolgiamo.

Diffondere un messaggio tramite un influencer non coerente col Brand potrebbe essere controproducente. Un esempio in tal senso è il caso di Rosalba che pur dichiaratamente vegetariana, veniva immortalata utilizzando borse in pelle. Alcuni utenti hanno protestato e lei è stata costretta a chiarire la sua posizione. 

Per concludere, possiamo affermare comunque che diffondere informazioni tramite gli influencers, o anche i micro-influencers non è gratis. Gli influencers ricevono tipicamente un compenso, il che implica il dovere da parte loro e del Brand di rendere noto in qualche modo che si tratta di post sponsorizzati. Tuttavia man mano che questo tipo di strumento diventa più comune nel tempo, i consumatori possono progressivamente sviluppare uno scetticismo rispetto alle raccomandazioni degli Influencers. E’ opportuno quindi farne un uso equilibrato.

In Sintesi

Quando lavoriamo con gli influencers, come abbiamo già detto nell’articolo precedent, piuttosto che focalizzarci sulla dimensione della Rete o Community, bisogna identificare gli influencers che hanno una forte corrispondenza con il nostro brand.  Cioè, la relazione tra l’influencer e il brand dovrebbe essere autentica. Nel prossimo articolo di questa Collana dedicata al Social Media Marketing parleremo di Come creare contenuti accattivanti.


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Reti e Community nel Social Media Marketing

In questo articolo parleremo della relazione che c’è tra Reti e  Community nel Social Media Marketing che le aziende possono sfruttare interpretando un ruolo all’interno o all’esterno di esse.

 Affiliazione delle Community

Uno dei modi in cui le aziende possono sfruttare il potere  delle reti è facilitare lo sviluppo delle Brand Communities. Le Brand Communities sono un tipo di Rete focalizzata su un Brand o su conversazioni correlate a specifici prodotti.

Ci sono tre forme di affiliazione delle Community.

  1. Pools / (attrattive), in cui le persone hanno una passione o un forte interesse condiviso per un particolare argomento o sono uniti per raggiungere un particolare obiettivo. Queste persone hanno legami generalmente più labili tra loro e verso il Brand che promuove la Community. (comunità che ruotano intorno a un argomento o un obiettivo)
  2. Hubs / (centralizzate) in cui le persone hanno una forte connessione con una figura centrale e legami molto deboli con gli altri membri della Rete. (comunità che ruotano intorno a una figura centrale), una celebrità es. Chiara Ferragni
  3. webs (reticolari) in cui, a differenza delle altre Communities i legami tra i menbri della rete sono molto forti e sono al centro della Community. (Un esempio sono i Gruppi Facebook).

Miti sulle Brand Communities

  • Mito #1 La Brand Community è una strategia di Marketing (ERRORE).

    Una brand community è una strategia di business.

    Troppo spesso le aziende circoscrivono i loro sforzi nella costruzione delle communities all’interno della strategia di Marketing. Lo sforzo, invece, dovrebbe essere profuso nell’ottica di una strategia di alto livello a supporto degli obiettivi generali di business aziendale.

  • Mito #2 Una Brand Community esiste per servire il Business. (ERRORE)

    Una brand community esiste per servire le persone che ne fanno parte.

    Gli amministratori spesso dimenticano che i consumatori sono effettivamente persone, con molti bisogni diversi, interessi e responsabilità.

  • Mito #3 Costruisci il Brand e la Community seguirà (ERRORE)

    Costruisci la Community, e il Brand sarà più forte.

    La società di consulenza strategica Jump Associates ha identificato le tre forme fondamentali di affiliazione alla Community così come descritte nell’articolo precedente “come sfruttare le reti di persone nel Social Media Marketing”.: pools, webs, e hubs. Effettivamente le Strategie di Community efficaci combinano queste tre forme in un sistema sinergico di rinforzo reciproco.

  • Mito #4  Le Brand Communities dovrebbero essere manifestazioni di amore da parte degli affezionati al Brand. (ERRORE)

    Le aziende Smart accolgono e abbracciano la conflittualità che rende le Communities vibranti.

    La maggior parte delle aziende preferisce evitare i conflitti ma le Communities sono intrinsecamente politiche, e il conflitto è la norma. Gruppi “Rossi” hanno bisogno di gruppi “Neri” contro cui discutere e dibattere per definire se stessi e viceversa.

  • Mito #5 Gli Opinion leaders costruiscono Communities forti (ERRORE)

    Le Communities sono più forti quando tutti i membri giocano un ruolo.

    Gli Opinion leaders e i divulgatori hanno un ruolo importante e ben documentato nei social networks. Essi diffondono informazioni, influenzano decisioni, e aiutano le nuove idee ad attecchire ma le Communities veramente robuste stabiliscono solidi riferimenti culturali agevolando tutti a giocare un ruolo utile all’interno del gruppo.

  • Mito #6 – I Social Networks online sono la chiave per una strategia di Community. (ERRORE)

    Le Reti online sono solo uno strumento, non una strategia di community.

    Formare una online community spesso è una reazione istintiva degli amministratori delegati che cercano una strategia web 2.0. I Social Network online fanno tanto rumore e data la facilità di utilizzo delle tecnologie odierne sembra sciocco non approfittare  delle opportunità che offre il mondo virtuale.

  • Mito #7 – Le Brand communities di successo sono gestite in modo strettamente controllato. (ERRORE)

    Delle persone e per le persone, le communities rigettano il controllo manageriale.

    Eccessivo controllo è stato la norma nella gestione delle Communities. Ma le Brand communities non sono un asset delle aziende e di fatto, quindi il controllo è un illusione.

In Sintesi

Le Reti e le Communities sono strumenti molto complessi da gestire se si vogliono tenere vive e funzionali. Soprattutto bisogna inquadrarle in una strategia complessiva aziendale a lungo termine. Occorrono risorse sia umane che economiche per avere successo. Nel prossimo articolo tratteremo il ruolo degli Influencers nel Social Media Marketing


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento: Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

Social Media Marketing, come definire gli Obiettivi?


Nell’articolo precedente di questa Collana dedicata al Social Media Marketing Strategico, abbiamo parlato del Processo di Pianificazione Social Media Marketing, In questo articolo invece parliamo delle caratteristiche del Social Media Marketing che lo differenziano anche profondamente dal Marketing tradizionale, ma soprattutto di come definire gli Obiettivi. Iniziamo subito dicendo due cose. La prima è che non bisogna confondere gli Obiettivi Generali Strategici dell’Azienda che possono essere, ad esempio, l’aumento del fatturato con gli Obiettivi della Campagna di Social Media Marketing che analizzeremo di seguito. La seconda cosa è che rispetto al marketing tradizionale, nel Social Media Marketing:

  • L’audience non è passiva
  • Il consumatore è in grado di trovare il Brand e interagire con esso
  • L’audience è meno vasta ma sicuramente più selezionata

Quando parliamo di Social Media Marketing, dobbiamo essere consapevoli delle sue 4 funzioni principali: Monitorare, Rispondere Amplificare e Guidare il comportamento del consumatore quindi  collegare queste quattro funzioni al percorso che il consumatore intraprende fino alla decisione di acquistare o meno un determinato prodotto o servizio.

Gli Obiettivi di una Campagna di Social Media Marketing

Nel Social Media Marketing, ma non solo, bisogna innanzitutto definire degli Obiettivi che devono essere S.M.A.R.T.,  devono avere cioè, determinate caratteristiche:

  • SPECIFICITA’
    Gli obiettivi non devono essere generici, (come aumentare i like fu Facebook), in più devono essere comprensibili a tutti. Ad esempio possiamo voler aumentare l’engagement, le condivisioni, o il click-through rate del 30%.

  • MISURABILITA’
    I risultati devono essere poi misurabili adottando specifiche metriche progettate e dichiarate espressamente dall’inizio.

  • ABBORDABILITA’
    Cerchiamo di essere realisti. Gli obiettivi devono poter essere raggiunti, non utopici. Soprattutto devono poter essere raggiunti con le risorse disponibili e nel contesto commerciale specifico. Il Social Media Marketing non è a costo zero.

  • RILEVANZA
    Gli obiettivi devono rappresentare un vantaggio tangibile per chi fa l’investimento. Ad esempio se vogliamo misurare il livello di coinvolgimento dei nostri post, dobbiamo sicuramente quantificare la media di like e share sui post stessi, ma se vogliamo misurare quanti di quelli che leggono i nostri post, poi acquistano un prodotto sul nostro sito web, i like e le condivisioni sono irrilevanti.

  • TEMPISTICA
    Gli obiettivi devono avere una tempistica determinata a monte. Non posso dire di raggiungere 20.000 followers senza dire in quanto tempo prevedo di farlo. Una tempistica ben definita ci aiuta anche a fare degli aggiustamenti tempestivi mirati alla nostra strategia e risparmiare tempo e denaro prezioso.

In Sintesi

il Social Media Marketing inizia con il mettere a punto obiettivi realizzabili, generalmente focalizzati su 2 concetti prevalenti: Creare, aumentare o migliorare la consapevolezza del Brand,  che è cruciale per qualunque obiettivo si voglia raggiungere per l’azienda e  Motivare le persone ad acquistare o chiedere informazioni aggiuntive, influenzando il  comportamento di acquisto e consumo con il minor dispendio di risorse economiche possibiliE’ fondamentale anche creare una comunità intorno al Brand. Nel prossimo articolo parleremo di Come sfruttare le Reti nel Social Media Marketing


Se vuoi leggere dall’inizio questa Collana di articoli sul Social Media Marketing, Vai alla pagina del mio primo articolo sull’argomento:Introduzione al Social Media Marketing Grazie


 

 

Processo di Pianificazione Social Media Marketing

 


Nel primo articolo di questa Collana, Introduzione al Social Media Marketing, abbiamo visto cosa si intende per Social Media Marketing. In questo secondo articolo, parleremo dei passaggi necessari nella pianificazione di una vera campagna di Social Media Marketing. La prima cosa che dobbiamo fare quando vogliamo mettere in campo una strategia di Marketing tramite i Social Media è procedere per STEP.

STEP 1 – Identificare e Sviluppare gli Obiettivi.

L’azienda deve stabilire cosa vuole ottenere attraverso il Social Media Marketing, ponendosi specifici quesiti.

  • Creare o aumentare la consapevolezza del Brand?
  • Cambiare o rinforzare la percezione del Brand?
  • Ottenere dati sui consumatori?
  • Migliorare il servizio clienti e l’esperienza di consumo?
  • Ottenere visite al sito web e vendite?
  • Identificare clienti potenziali?

STEP 2 – Identificare Reti di Persone Target.

Molto spesso, le campagne di Marketing mirano a cambiare le attitudini, la percezione o il comportamento dei consumatori, focalizzandosi su particolari segmenti di popolazione, denominati target. Una chiara analisi e comprensione del comportamento e delle abitudini dei target permetterà di:

  • Disegnare e curare contenuti efficaci.
  • Selezionare la tecnologia e i network appropriati per la distribuzione dei contenuti.

STEP 3 – Creare e curare i contenuti.

I contenuti nel processo di pianificazione del Social Media Marketing hanno caratteristiche specifiche. Essi mirano a coinvolgere in modo incisivo i consumatori.

  • Il Social media marketing è per definizione social, nel senso che mette in connessione le persone. Infatti, mentre nella pubblicità tradizionale la comunicazione è unidirezionale, in questo caso la comunicazione diventa bi-direzionale e multi-direzionale (brand-consumatore e consumatore-consumatore).
  • I contenuti possono non riguardare in modo diretto il brand, ma questo può essere mimetizzato nel messaggio. Ad esempio, nella pubblicità di Barilla in tempo di pandemia, il brand rimane sullo sfondo rispetto allo sforzo che il paese fa per combattere il virus rimanendo a casa. In questo caso dove c’è casa, c’è Barilla!
  • I contenuti vengono spesso co-creati dai consumatori, diventando più efficaci. Infatti, quando i consumatori creano e contribuiscono  alla evoluzione dei contenuti, gli stessi appaiono più autentici e coinvolgenti.

STEP 4 – Selezione della tecnologia.

I Social media riguardano prima di tutto le persone. La scelta della tecnologia e della piattaforma per condividere i nostri contenuti è guidata dai soggetti che stanno comunicando (target) e dall’argomento di cui stanno parlando.

Facebook, Twitter, o Instagram non sono social media, ma semplicemente piattaforme software, che consentono alle persone di condividere contenuti media tra di loro. Perciò, la scelta della piattaforma arriva successivamente nel processo di pianificazione. Le decisioni sulla tecnologia sono sempre guidate dai nostri obiettivi, dai target networks e dai contenuti. 

STEP 5:  Misurare e valutare.

Avere un obiettivo chiaro e raggiungibile permette di effettuare una efficace valutazione del ritorno sull’investimento (RoI) delle spese sostenute. La chiarezza degli obiettivi aiuta a identificare metriche appropriate per misurare l’efficacia. Con questi presupposti possiamo iniziare nel modo giusto ad approcciare alla nostra strategia sui Social Media.

Questi 5 STEPs sono essenziali per la Pianificazione del Social Media Marketing e per mettere in campo una strategia adeguata alle nostre aspettative e al passo con le nuove tecnologie.
Nel prossimo articolo di questa Collana parleremo di Come definire gli Obiettivi nel Social Media Marketing, continuate a seguirci.


 

Introduzione al Social Media Marketing


Cosa significa investire nel Social Media Marketing?

Questo articolo è una breve ma importante Introduzione al Social Media Marketing, il primo di una Collana in cui cercherò di trattare tutti gli aspetti. Diciamo subito che il Social Media Marketing è l’uso delle interazioni sociali per portare valore a società e Brand.

In questa definizione c’è l’idea che i Social Media non sono una piattaforma o una tecnologia specifica, come la maggior parte delle persone tende a dare per scontato, ma piuttosto “i media” che vengono scambiati su determinate piattaforme tecnologiche dagli utenti come messaggi, foto, video, link, ecc. Si tratta di comprendere come varie tecnologie digitali facilitino le interazioni tra singoli consumatori e tra questi e le aziende.

E’ importante capire la diversa natura che possono avere i social media. Gli “addetti ai lavori” li classificano in tre tipologie, abbiamo quindi i Social Media:

  • Posseduti che sono tipicamente il nostro sito web o i nostri profili social, come ad esempio Facebook, Youtube, Instagram.
  • Pagati che sono tutti i contenuti per cui l’azienda paga con l’obiettivo di promuovere i propri prodotti o servizi, ad esempio la pubblicità, gli Ads su Google, e i contenuti sponsorizzati su Facebook o Twitter.
  • Guadagnati infine che sono quelli di cui l’azienda beneficia, come ad esempio il passaparola, le condivisioni, i retweets e le recensioni. 

Quando parliamo di Social Media Marketing dovremmo farci le seguenti domande:

Chi sta comunicando con chi?

  • I consumatori stanno comunicando tra loro?
  • I consumatori stanno comunicando con l’azienda?
  • L’azienda sta comunicando coi consumatori?

    e soprattutto…
  • Abbiamo una conversazione attiva?
    Esiste una comunicazione bi-direzionale o multidirezionale?

Porsi questi quesiti è cruciale, poichè la comunicazione per essere tecnicamente “social” deve andare in più di una direzione. Per esempio, Il fatto che una azienda condivide un contenuto tramite piattaforma social, ad esempio Facebook, non è necessariamente social media marketing, ma lo diventa nel momento in cui riesce a coinvolgere l’audience in una conversazione attiva, in cui è presente una interazione tra 2 o più soggetti.

E’ importante tener presente che

il Social Media Marketing implica l’uso di canali comunicativi interattivi che aiutano le aziende a:

  1. Capire meglio clienti e competitors
  2. Fornire un servizio migliore ai clienti
  3. Ottimizzare l’esperienza di consumo
  4. Capitalizzare conversazioni positive sul Brand
  5. Co-creazione della consapevolezza del Brand e dei prodotti/servizi insieme ai consumatori

In questo articolo abbiamo trattato l’Introduzione al Social Media Marketing. Nel prossimo articolo tratterò l’argomento: Il processo di Pianificazione del Social Media Marketing